Il Governo regionale siciliano tira dritto sulla riforma della dirigenza, nonostante le forti critiche arrivate dai sindacati nelle ultime settimane. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ribadito la volontà dell’esecutivo di portare a termine un intervento che considera fondamentale per il rinnovamento della macchina amministrativa.
La proposta di legge, che approderà all’Sala d’Ercole nei prossimi giorni, punta a modificare in maniera significativa l’organizzazione della dirigenza regionale. Schifani ha comunque aperto alla possibilità di un dialogo con le organizzazioni sindacali, annunciando un nuovo incontro per ascoltare le osservazioni delle parti sociali.
Secondo il governatore, però, non ci sarebbero più margini per rinviare una riforma definita necessaria e attesa da decenni. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di rendere l’Amministrazione regionale più moderna ed efficiente, adeguandola ai modelli già adottati in altri enti pubblici italiani, tra cui Comuni, università, province e aziende sanitarie.
Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda il rafforzamento dell’organico. La riforma consentirebbe infatti di avviare nuovi concorsi pubblici e coprire numerosi posti vacanti all’interno della Regione. In totale sarebbero previsti 156 nuovi inserimenti, con l’intenzione di favorire l’ingresso di giovani professionalità senza trascurare la valorizzazione dei funzionari e dei dirigenti già in servizio.
Il confronto politico e sindacale resta acceso, ma l’esecutivo regionale sembra deciso a portare avanti il progetto, considerato strategico per il futuro della pubblica amministrazione siciliana.








